Coronavirus: perché il tennis è lo sport più sicuro?

L’emergenza sanitaria ancora in corso ci rende insicuri nei contatti con le altre persone, in particolar modo nel nostro tempo libero quando vogliamo praticare uno sport.

Per valutare il grado di rischiosità nella pratica sportiva, dal più basso livello amatoriale fino al professionismo, nella primavera del 2020 il CONI ha commissionato, al Politecnico di Torino, la ricerca “Lo Sport riparte in Sicurezza” nella quale vengono esaminate tutte le discipline sportive analizzando ogni aspetto, partendo dal meccanismo di trasmissione del virus, le fonti del possibile contagio, l’organizzazione dell’attività sportiva, il suo svolgimento, i luoghi (impianti e luoghi accessori), i soggetti coinvolti (attivi/passivi), le attrezzature, l’accessibilità con i collegamenti (interni ed esterni), le misure di prevenzione adottabili, fino al supporto psicologico, la sorveglianza sanitaria e le linee guida per ogni sport.

La ricerca tiene in considerazione la normativa in materia di lavoro, sport (regolamenti federali e altri enti sportivi), e le norme dell’area “Nuovo coronavirus”.

Il lavoro, condensato in 404 pagine, ha preso in esame le 387 discipline che fanno capo al CONI e al Comitato Italiano Paraolimpico ed è sintetizzato in una tabella che classifica i vari sport in base alla:

– individuazione delle fonti di possibile contagio all’interno dei siti sportivi tenendo a riferimento l’organizzazione dei luoghi, delle attività lavorative, di pratica o di assistenza da parte di accompagnatori;

– individuazione qualitativa della probabilità di trasmissione a seguito dei contatti tra gli operatori sportivi.

L’indice di rischio che ne risulta può assumere valori 0 (inesistente), 1 (scarso), 2 (medio), 3 (alto), 4 (elevato).

Come prevedibile gli sport più penalizzati sono quelli di squadra nei quali la vicinanza e il contatto fisico hanno un grande peso. Tra essi il volley (3,1), il rugby (2,7), il basket (2,2) mentre il calcio è a livello 1,3.

Altrettanto prevedibile il valore tendente a 0 (0,1) per il tennis, che si conferma lo sport più sicuro da praticare assieme alla ginnastica artistica (0,1). Per il tennis consideriamo gli incontri di singolare. Per il doppio possiamo calcolare un valore comunque bassissimo.

Il tennis è considerato a rischio “0” (ovvero “inesistente”) sia per quanto riguarda il contatto tra atleti, sia per il contatto con i tecnici, sia per il contatto con il pubblico sia per il numero di atleti presenti. L’unica voce a rischio “1” (comunque “scarso”) riguarda gli spogliatoi.

La prevenzione, inoltre, è un elemento promosso dalla Federazione Italiana Tennis che ha predisposto un elenco di consigli e anche una campagna di informazione a supporto di Circoli e Tesserati.

In conclusione il tennis, oltre ai suoi vantaggi per la salute di chi lo pratica e per lo sviluppo armonico dei bambini, è uno sport che si può praticare in tutta sicurezza seguendo le linee guida indicate dalla Federazione Italiana Tennis.

Allegato:

La ricerca “Lo Sport riparte in Sicurezza”