Dichiarazione del Presidente Walter Mega
Dichiarazione di Walter Mega, Presidente del Circolo Tennis Maglie
“È doveroso dare una risposta chiarificatrice riguardo ai commenti sui social susseguenti le mie dimissioni.
Una PEC si riscontra con una risposta istituzionale, non con un post su Facebook.
La mia comunicazione poneva questioni precise sul Circolo Tennis Maglie, sull’attività svolta, sugli eventi organizzati, sui sacrifici sostenuti e sul suo futuro. Mi sarei aspettato maggiore attenzione, concretezza e collaborazione da parte dell’Amministrazione.
È proprio questa mancanza di attenzione e di concretezza, protrattasi nel tempo, ad aver contribuito alla mia decisione di rassegnare le dimissioni, finendo per compromettere la mia serenità personale nello svolgimento del ruolo.
Invece di entrare nel merito, si è preferito spostare il focus.
Una precisazione è doverosa: nella mia lettera di dimissioni non ho mai fatto riferimento all’intestazione del Circolo a Carlo De Iaco. Non era questo il tema.
Confesso, inoltre, di essere rimasto sorpreso nel leggere, in un post pubblicato nelle ultime ore da una persona che non riveste alcun ruolo amministrativo, questa frase:
«Chiedo scusa se ne ho fatto una battaglia quasi personale arrivando a condizionare, sia pur con il solo racconto di queste esperienze, le scelte dei miei Amici amministratori».
Una frase che, al di là di ogni interpretazione, merita una riflessione. Quanto e in che misura le opinioni espresse dall’autore di quella frase abbiano influito sulle scelte degli amministratori è una domanda che, alla luce delle sue stesse parole, credo sia legittimo porsi.
Il Circolo Tennis Maglie è un patrimonio della comunità.
Da due campi e un piccolo gabbiotto-bar si è arrivati a sei campi, due coperti con strutture inamovibili e due con strutture amovibili, un campo di calcetto, il rifacimento di un campo in resina e importanti investimenti finanziati anche attraverso mutui che impegneranno il Circolo fino al 2032.
Oggi il Circolo esprime una realtà con un bilancio superiore ai 400.000 euro, frutto di un’attività organizzativa e sportiva che richiede lavoro, responsabilità e investimenti continui.
Il contributo comunale, pur apprezzato, rappresenta solo una parte rispetto a quanto è stato realizzato e alle risorse economiche investite nel tempo dalle dirigenze.
Questa realtà ha portato a Maglie competizioni di Serie A, B, C e D, oltre a importanti manifestazioni nazionali e internazionali.
Tutto questo, nel rispetto delle normative, deve essere considerato nelle scelte sul futuro dell’impianto.
Non si chiedono privilegi. Si chiede rispetto per una storia, per gli investimenti realizzati e per il lavoro di chi ha consentito al Circolo di crescere.
Per questo servivano risposte nel merito, non sui social. Perché la storia del Circolo Tennis Maglie non si cancella con un post su Facebook.
Vorrei anche aggiungere nel rispetto della memoria di Carlo De Iaco e della verità dei fatti, che ritengo doveroso fare alcune precisazioni.
Tralasciando alcune inesattezze storiche, a partire da quella relativa alla fondazione del Circolo Tennis Maglie, è necessario chiarire un aspetto fondamentale.
L’Avv. Ancora non è mai stato autorizzato dal Consiglio Direttivo a rappresentare pubblicamente la posizione del Circolo in merito all’intitolazione della Società.
È importante dirlo con chiarezza, non per contestare la sua personale testimonianza o il suo rapporto con Carlo, ma per evitare che opinioni o ricordi personali vengano presentati come deliberazioni o posizioni ufficiali del Consiglio.
E proprio sul merito, la posizione del Direttivo era tutt’altro che contraria all’intitolazione. La volontà era quella di individuare una soluzione concreta, istituzionale e soprattutto duratura, affinché il nome di Carlo De Iaco rimanesse per sempre legato a quel luogo e alla sua storia.
Intitolare semplicemente il Circolo alla sua memoria avrebbe infatti lasciato il nome necessariamente collegato all’associazione sportiva che in quel momento ne aveva la gestione. Ma un’associazione può cambiare, cessare la propria attività o perdere la gestione dell’impianto, ad esempio a seguito di un futuro bando pubblico. In quel caso, il rischio concreto sarebbe stato che anche il legame tra il nome di Carlo e quella struttura venisse meno.
È proprio per evitare questo che il Consiglio nell’assemblea del 18/12/22, preseduto da Antonio De Iaco ha ratificato una decisione del consiglio direttivo che riteneva più significativo e rispettoso perseguire l’intitolazione della struttura sportiva, così che il nome di Carlo De Iaco potesse rimanere ad essa indissolubilmente legato, indipendentemente da chi, oggi o domani, ne sarà il gestore.
Questa non è una distinzione formale o burocratica: è la differenza tra un’intitolazione legata alla vita di una associazione sportiva e una memoria destinata a rimanere nel tempo.
Ed è precisamente questo l’obiettivo che da sempre il Consiglio Direttivo ha inteso perseguire: non appropriarsi della memoria di Carlo, ma consegnarla alla città e alle future generazioni, rendendola indipendente dalle vicende dell’attuale società di gestione”.
Walter Mega
